Con me stesso: Livello energetico negativo

L’idea che corpo e mente siano strettamente connessi appartiene già da tempo immemore alle antiche tradizioni mediche e filosofiche di stampo orientale.

In occidente, a causa di retaggi di carattere filosofico e culturale, vi è sempre stata la tendenza a separare i due ambiti, escludendo la possibilità di valutare in maniera interdipendente lo stato di salute e di benessere fisico della persona e le condizioni relative allo stato mentale, emotivo ed energetico della stessa.

Ciò che sperimentiamo nel corso della nostra vita a livello “sottile”, ovvero nell’ambito dei nostri vissuti emozionali e dei nostri stati energetici, viene spesso “scaricato” sul nostro corpo, che finisce per riflettere la nostra condizione di salute a livello dello stato sottile sopracitato.
Tra i sintomi più evidenti di questo tipo di somatizzazione vi sono i cosiddetti blocchi energetici, ovvero dei “nodi” all’interno del flusso dinamico di scorrimento di quel principio di forza vitale che determina la qualità del nostro stato energetico.
Questi blocchi impediscono alla persona di vivere pienamente le proprie sensazioni corporee e le proprie emozioni, intrappolando l’energia vitale e rendendo il corpo rigido e poco reattivo.

Tra gli esempi più comuni di questa “somatizzazione energetica” possiamo citare il blocco cervicale, che si manifesta con un irrigidimento di varia intensità del collo, delle spalle, della nuca e dei muscoli facciali. Un blocco fisico di questo tipo può essere sintomatico della difficoltà di una persona nel relazionarsi liberamente e fluidamente con gli altri.
Una sensazione di “contrazione” della zona gastrica potrebbe invece rappresentare un’eccessiva tendenza a trattenere le emozioni negative, come la rabbia; mentre un senso di oppressione nella zona toracica, e conseguenti difficoltà respiratorie occasionali, potrebbe essere indice di eccessiva predisposizione all’ansia di fronte a situazioni difficili o nelle quali ci si sente giudicati.

Tutti questi disturbi corporei sono solo apparentemente slegati dalla dimensione fisica, emotiva ed energetica della persona. Il corpo infatti non è altro che un grande e complesso “luogo simbolico”, nel quale le nostre emozioni più profonde e i nostri stati energetici sottili trovano modo di esprimersi all’esterno.
Tali disturbi, per la persona che ne soffre, rischiano quindi di diventare un fattore limitante, se non propriamente invalidante, non solo a livello fisico ma anche sociale.

Qualora si decida di intraprendere un percorso di guarigione, che si consiglia di effettuare con la guida esperta di uno specialista, sarà innanzitutto necessario comprendere la complessità di tali disturbi e l’interconnessione reciproca della dimensione corporea, mentale, emotiva ed energetica; sviluppando la consapevolezza che l’eventuale percorso terapeutico dovrà prevedere un approccio di natura integrata e integrale, che affronti cioè ogni aspetto della persona, senza limitarsi al livello nel quale si manifesta il sintomo, ovvero quello corporeo.

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ENERGETICO NEGATIVO