Con me stesso: Livello energetico neutro

Cosa intendiamo quando parliamo di Energia?

Guardando all’etimologia latina e greca, il termine “energia” esprime un concetto dinamico, di forza attiva, azione vitale.

La visione dell’energia come di un qualcosa che fluisce liberamente, come un fiume, è invece una concezione prettamente cinese. In particolare, all’interno della visione fornita dalla Medicina Tradizionale Cinese, si parla dell’energia come qualcosa che precede la forma, la struttura materiale delle cose, e che è dotata di una sua intensitàqualità e direzione.

La possibilità di veicolare l’energia attraverso i cosiddetti meridiani corporei fa parte di quell’insieme di pratiche che ricadono sotto il nome di Qi Gong, ovvero – letteralmente – il lavoro sull’energia. Alcuni esercizi più semplici possono essere condotti in autonomia, mentre per un lavoro più approfondito è invece necessario affrontare sotto la guida esperta di un maestro, poiché gli effetti di una pratica scorretta rischiano di ripercuotersi negativamente sulla persona.

Tradizionalmente associate alla religione taoista, che persegue la ricerca della spontaneità e della naturalezza attraverso il principio del Non-Agire (Wu-Wei), le pratiche relative all’armonizzazione della “qualità energetica” dell’individuo si ritrovano in molte altre antiche tradizioni: quella buddhista, volta all’eliminazione degli eccessi e all’ottenimento del “giusto mezzo”, ritenuto l’unica Via per l’illuminazione; quella confuciana, che valorizza l’armonia sociale tra gli individui; la tradizione legata alle Scuole di Conoscenza, che utilizzano il lavoro sull’energia come mezzo per favorire l’evoluzione personale dell’allievo; fino all’antica tradizione Yogica indiana, nella quale si parla di “centri energetici”, i cosiddetti Chakra, termine che in sanscrito significa “cerchio”, “disco”, o “ruota”.

Una visione che differisce dunque tanto da quella occidentale che da quella cinese, poiché in questo caso l’energia viene concepita come un “campo”, una sorgente fissa da cui l’energia può sgorgare.

Molte altre sono le discipline, antiche e moderne, che utilizzano efficacemente le pratiche energetiche integrandole all’interno di un percorso evolutivo e di benessere psico-fisico dell’individuo, come ad esempio lo shiatsu, ovvero la stimolazione dei cosiddetti “meridiani” energetici all’interno del corpo.
Al giorno d’oggi non è raro che nell’ambito medico “moderno”, il Qi Gong, inteso appunto come lavoro sulla qualità energetica, venga impiegato con l’intento di migliorare il proprio benessere psicofisico in maniera integrale, agendo preventivamente sullo stato energetico, evitando in anticipo, o intervenendo postumamente, sugli squilibri o sui blocchi che si potrebbero creare all’interno dei flussi energetici.

Anche la pratica del Taiji Quan, che da arte marziale vera e propria si è progressivamente evoluta in disciplina dai connotati salutistico-terapeutici, viene raccomandata sempre più frequentemente dai medici, in particolare alle persone anziane e a coloro che soffrono di dolori, contratture e tensioni fisiche di varia natura; rappresentando al tempo stesso un’ottima pratica per coloro che intendono investire su una condizione di benessere psicofisico basata su un rapporto armonico con il proprio corpo e la propria mente.

Nel campo della psicologia, è possibile poi citare la Biotransenergetica, disciplina nata negli anni ’80 del Novecento, caratterizzata dall’integrazione tra le più recenti acquisizioni della scienza moderna e le antiche tradizioni spirituali orientali e occidentali.

Qualunque sia la disciplina alla quale deciderà di affidarsi chi intende approfondire i benefici del lavoro sull’energia, sarà importante considerare tale lavoro in un’ottica integrata, che tenga cioè conto degli “isomorfismi” esistenti tra il livello energetico, fisico, emotivo, mentale e trascendentale-spirituale dell’individuo. Ciò significa che un “sintomo” fisico dovrà essere inteso in un’accezione più ampia, ovvero come somatizzazione di uno stato di malessere che interessa anche tutti gli altri livelli.

Ciò che accomuna tutte le antiche discipline che abbiamo citato, pur nelle reciproche differenze, è infatti la concezione olistica, che considera la salute fisica, emotiva e mentale della persona come un sistema integrale. Una visione, questa, che sta prendendo piede da alcuni anni in maniera sempre più diffusa in diversi ambiti scientifici, dalla fisica alla medicina, fino alle stesse discipline psicologiche.

Attraverso queste pratiche sarà possibile sperimentare in prima persona una condizione di salute estesa a tutti i livelli del “sistema” corpo-mente. Grazie a esse si avrà inoltre l’opportunità di acquisire consapevolezza della propria condizione all’interno dei differenti livelli, così da poter agire attivamente sul proprio stato di salute energetica, orientandola, direzionandola e, se necessario, modificandola volontariamente là dove necessario.

Che valore può avere, per l’uomo del Ventunesimo secolo, avvicinarsi a queste antiche pratiche? Approcciarsi alla pratica energetica significa, per l’uomo moderno, scegliere di prendersi cura proattivamente della propria salute, integrando nella propria quotidianità un tempo da dedicare all’ascolto delle proprie sensazioni corporee, emotive e mentali.

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