Con me stesso: Livello mentale negativo

La mente è un mondo a sé, e da sola può rendere il paradiso un inferno e l’inferno un paradiso (John Milton)

La mente è lo strumento più potente che l’essere umano abbia a diposizione. Tuttavia, se mal utilizzata, essa può rivelarsi un’arma a doppio taglio, in grado di incidere pesantemente sul nostro modo di stare nel mondo e sull’interpretazione che di volta in volta attribuiamo agli eventi della nostra realtà quotidiana.

Ogni atteggiamento mentale rappresenta una modalità con cui, nel tempo, ci siamo abituati a reagire al mondo; una sorta di schema di pensiero che si è sedimentato in noi, stratificandosi su livelli sempre più profondi, fino a diventare consuetudine, carattere e, infine, identità personale.

Spesso si tende infatti ad identificare se stessi con le proprie abitudini, specialmente con le proprie abitudini di pensiero, generando in tal modo l’equivoco secondo cui noi “siamo” in senso assoluto ciò che ci siamo in realtà semplicemente abituati a essere, o meglio, ciò che ci siamo “concessi” di essere, nel corso della nostra vita.
Mutare punto di vista su ciò che pensiamo riguardo a noi stessi e al mondo esterno può non essere una cosa facile, poiché i nostri “schemi di pensiero” spesso risultano più forti ed estremamenti difficili da sradicare. Alcuni atteggiamenti mentali, specialmente quelli di natura negativa, rappresentano a volte delle vere e proprie difese che ciascuno di noi tende ad innalzare di fronte alle “richieste” del mondo, che ci domanda costantemente di rispondere e di metterci in gioco.

Poiché, come abbiamo detto, queste “difese” mentali finiscono spesso per strutturarsi fino a diventare veri e propri elementi della personalità, può accadere a volte di assumere una modalità di reazione del tutto “fuori contesto”, rispondendo cioè al contesto esterno con un atteggiamento mentale che non è necessariamente in linea con esso, ma che è legato a un’abitudine di pensiero che è stata reiterata nel corso del tempo.

Tra i principali atteggiamenti mentali negativi possiamo individuare alcune attitudini svalutanti, ed auto-svalutanti, come la tendenza alla lamentela continua, che oltre a generare un senso di impotenza nei confronti del mondo esterno, spingendoci in uno stato di inattività che blocca la nostra capacità creativa di trovare soluzioni, può orientarci verso pensieri autodistruttivi e auto-sabotanti; o come il vittimismo, che ci porta a cercare costantemente al di fuori di noi le motivazioni dei nostri problemi ed eventuali fallimenti, portandoci inoltre a costruirci un “alibi”, grazie al quale ci convinciamo di non avere alcun controllo su quello che ci accade, nel bene e nel male.

Tali atteggiamenti sono spesso legati a un dialogo interiore, ovvero un insieme di pensieri che formuliamo sul mondo e su noi stessi, che finisce per ridurre il nostro potenziale e il nostro senso di potere ed efficacia personale.
Anche altri atteggiamenti mentali apparentemente “innocui”, come l’essere abitudinari, l’esser nostalgici o il paragonarsi agli altri, possono tramutarsi in schemi di pensiero nocivi per il nostro benessere, generando automatismi, un senso di eccessivo attaccamento al passato o un distacco dalla realtà.

L’eccessiva preoccupazione per ciò che potrebbe, o che sarebbe potuto accadere, così come del giudizio degli altri o del timore di fallire; pensare di non avere il controllo su nulla o rimanere ancorati al passato, senza sviluppare la capacità di rielaborarlo, sono altri esempi di schemi mentali che, se stratificati come abitudini di pensiero, ci impediranno di sviluppare quella maturità e sensibilità necessarie nei confronti di noi stessi e dei contesti esterni, che rappresentano il primo passo verso la costruzione di una relazione realmente armonica tra noi stessi e il mondo in cui viviamo.
È importante ricordare che, seppure è vero che esistono le contingenze esterne e che nessuno può avere il completo controllo su ogni aspetto della propria vita, la responsabilità dei nostri pensieri su noi stessi e sul mondo – e dunque in qualche modo su come vorremmo che il mondo fosse – appartiene solo a noi.

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