Con me stesso: Livello spirituale negativo

Un antico aforisma alchemico recita: “Come in alto, così in basso”. Che cosa significa?
Questo motto, che sembra richiamare quel passaggio della preghiera più conosciuta della liturgia cristiana, il Padre Nostro, nel quale si afferma che la volontà divina viene compiuta “come in Cielo, così in terra”, nasconde un significato esoterico profondo.

Di fronte ai grandi temi della Vita, ogni uomo finisce prima o poi per interrogarsi circa il significato della propria esistenza e sull’eventualità che esista un “disegno” personale e collettivo che guida ogni aspetto delle nostre vite terrene.
Al di là del fatto che si sia credenti o meno, che si aderisca a una dottrina religiosa specifica o che ci si sia orientati verso una spiritualità più “personale”, la dimensione trascendentale rimane un aspetto della vita di ogni uomo che non può essere ignorato del tutto.

Se infatti fosse vero che ciò che è “in alto” – ovvero le cose appartenenti a dimensioni di esistenza superiori – influenzano ciò che è “in basso”, nella dimensione terrena, allora l‘interrogarsi sulla dimensione spirituale dell’esistenza, al di là del fatto che ci si ritenga religiosi o atei, diventa una necessità irrinunciabile.

Ognuno di noi, in maniera più o meno consapevole, definisce il proprio stile di vita e il proprio rapporto con il mondo in relazione a ciò che pensa che ci sia (o non ci sia) nella dimensione ultraterrena dell’esistenza. Non si tratta necessariamente di credere all’esistenza di un dio o di una vita dopo la morte, ma di determinare se esista o meno un senso generale che guida tutto ciò che esiste nell’Universo.

Determinare il fatto che l’Esistenza – intesa come concetto filosofico – abbia senso o meno può avere conseguenze enormi sulle nostre vite quotidiane. Se un individuo, nel profondo di se stesso, fosse convinto che tutto ciò che esiste è stato concepito ed è guidato da un senso preciso, tale spinta verso la ricerca di questo senso intrinseco si rifletterà nel modo di vedere la sua stessa vita, tanto nella sfera degli affetti che nella definizione dei propri obiettivi personali.
Al contrario, se una persona fosse convinta che dietro all’origine e al destino dell’Universo non vi sia alcun significato, e che tutto ciò che esiste è semplicemente guidato dal caso, è probabile che possa sviluppare una visione altrettanto nichilista nei confronti della propria stessa vita. Perché affannarsi a fare progetti, a studiare, a costruirsi una carriera, ad amare qualcuno, se in definitiva niente ha davvero senso?

Può darsi che nulla di ciò che ci hanno raccontato le religioni e i grandi maestri spirituali della storia dell’umanità sia vero.
Ma interrogarsi su ciò in cui ciascuno di noi crede o non crede è un aspetto fondamentale della nostra esistenza, poiché è nella risposta che ci diamo a domande come “la vita, l’Universo, ha un significato o è tutto casuale, e dopo la morte non c’è nulla?” che ogni essere umano definisce la presenza o l’assenza di un senso in tutto ciò che compie nell’arco del suo “passaggio” in questa dimensione terrena.

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