Con me stesso: Livello spirituale positivo

È possibile, nella nostra cultura moderna dominata dalla tecnologia e da un progressivo allontanamento delle persone dai valori religiosi tradizionali, riuscire a vivere una dimensione spirituale dell’esistenza in modo che essa si integri nella nostra vita quotidiana e la arricchisca di significato?

Nella nostra società occidentale moderna, decidere di vivere un percorso spirituale, quale che esso sia, non è più legato a uno stile di vita imposto dalla cultura di appartenenza, ma è diventato sempre più una scelta individuale che tiene conto di ciò che entra più in risonanza con ciascuno di noi.

Non è un caso che il modo di vivere la spiritualità da parte delle persone, oggi, si stia progressivamente distaccando dalla dimensione confessionale e istituzionale della religione ufficiale, valorizzando aspetti legati all’evoluzione personale e una visione olistica del rapporto tra l’uomo e il mondo.

La dimensione trascendentale non viene dunque più considerata nella sua veste di disciplina religiosa regolamentata a cui attenersi, ma come opportunità di crescita personale e possibilità di conoscenza di tutto ciò che ci circonda.

Una persona che desidera intraprendere attivamente un percorso spirituale come mezzo di auto-evoluzione, scevro da motivazioni legate a paure e insicurezze personali, sceglie di caratterizzare la propria vita quotidiana di un aspetto di ordine etico, legato a una visione “sacra” di tutto ciò che esiste e alla presenza costante di un senso profondo che sottende a tutte le cose, che va ricercato e scoperto.

E per quanto riguarda i non-credenti e tutte quelle persone che non sono interessate a intraprendere un percorso spirituale?

La tensione verso una visione etica della vita e la possibilità di agire positivamente nel mondo e per il mondo può appartenere naturalmente anche a persone che non provano alcun interesse nei confronti della religione e della spiritualità intese in senso tradizionale, ma che trovano nella volontà di migliorare se stessi e la realtà che li circonda la dimensione trascendentale della propria esistenza.

Si pensi, ad esempio, a un medico che si dedica a scoprire una cura per qualche grave malattia, con lo scopo di contribuire a migliorare le condizioni di vita delle generazioni a venire; o a un artista che crea un’opera di grandezza tale da superare la prova del tempo, diventando in tal modo “immortale”.

Trascendere ha infatti il significato di “andare oltre”, laddove quell’oltre può essere rappresentato da ciò che ciascuno di noi immagina di vedere oltre il proprio orizzonte personale, che si tratti di una dimensione ultraterrena o di un contributo nei confronti dell’umanità futura.

Che si sia credenti o atei ognuno di noi, in un certo senso, crede in un “Dio”, inteso come un riferimento di natura superiore che guida le nostre esistenze e il modo con cui decidiamo di incidere nel mondo, dando un senso alla nostra vita terrena che si riverbererà nella nostra vita futura, qualunque essa sia.

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