Nei progetti: Lavoro neutro

Una delle problematiche più spesso associate all’ambito lavorativo è quella dello stress. Pochi sono forse a conoscenza del fatto che esistono due tipi di stress: uno stress “positivo”, detto eu-stress, e uno “negativo”, denominato di-stress.

Quest’ultimo è la tipologia di stress più comunemente conosciuta e ri-conosciuta, tipicamente associata a una condizione di disagio nei confronti del contesto esterno nel quale ci troviamo; mentre l’eu-stress è al contrario legato alla capacità adattativa di rispondere efficacemente agli stimoli che di volta in volta ci arrivano dall’ambiente esterno, senza provocarci alcun genere di ansia o disturbo fisico ed emotivo.

Pensiamo ora a quanto possa essere importante sviluppare un “eu-stress”, ovvero una risposta positiva, nei confronti di un ambiente come quello lavorativo, nel quale trascorriamo una gran parte della nostra giornata, e nel quale sono impiegate gran parte delle nostre energie fisiche e mentali.

Lo stress – o meglio, il di-stress – correlato al lavoro non è un problema che riguarda esclusivamente il singolo individuo, ma può rappresentare un fattore negativo per l’intera organizzazione; poiché la presenza di fattori come errori, disattenzioni, stati di demotivazione e conflittualità tra capi e dipendenti, possono avere conseguenze indirette sulla stessa produttività dell’azienda.
L’ambiente di lavoro e il clima relazionale che viviamo all’interno di esso influisce enormemente sulla qualità della nostra vita, ed è quindi importante che esso venga vissuto positivamente tanto come spazio fisico che come “spazio relazionale”.

Per migliorare il clima lavorativo potremmo pensare, ad esempio, ad accorgimenti semplici ma efficaci come lo sfruttamento di spazi “open”, o di veri e propri co-working, nei quali viene valorizzata la dimensione sociale e di condivisione del lavoro. Naturalmente ciò dipende dal tipo di lavoro che si svolge e dalle caratteristiche degli spazi a disposizione. In determinati casi potrebbero essere infatti preferibili degli spazi più “isolati”, al fine di mantenere il focus mentale necessario che potrebbe risultare compromesso da un eccesso di “interattività”.

La creazione di un clima di lavoro sereno è altrettanto importante per quanto riguarda la qualità dei rapporti che intercorrono reciprocamente tra colleghi, e tra essi e i vertici dirigenziali.
Grande importanza, in tal senso, rivestono tutte quelle iniziative che hanno a che fare con i processi di team building, come l’organizzazione di attività extra-lavorative, la partecipazione a cene di gruppo ed eventi sociali, in cui viene appunto valorizzata la dimensione umana e relazionale.
Secondo diversi studi, l’adozione di iniziative come quelle atte a rafforzare i sentimenti di stima e fiducia reciproca tra i membri del team di lavoro, la promozione di un senso di orgoglio e appartenenza nei confronti della propria “community” aziendale, lo stimolo alla partecipazione proattiva, la presenza di premi e incentivi, il coinvolgimento professionale ed emotivo dei collaboratori, rappresentano alcuni degli ingredienti fondamentali per la costruzione di una realtà aziendale di successo.

Tutto ciò può essere costruito attraverso il riferimento a una cultura organizzativa che valorizzi le pratiche di comunicazione e ascolto, di riconoscimento e condivisione di successi e responsabilità, nonché di promozione di valori e “vision” comuni; incoraggiando dirigenti e collaboratori a mettere in gioco e a condividere le proprie capacità professionali e umane.

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