Nei progetti: Studio negativo

Troppo spesso diamo agli studenti risposte da ricordare, piuttosto che problemi da risolvere.
(Roger Lewin)

La difficoltà nello studio è uno di quegli ostacoli che la maggior parte delle persone affronta nel corso della propria vita. Può trattarsi di un singolo argomento o di una difficoltà in senso generale, ma in qualche modo il “blocco dello studente” è un problema che almeno una volta ha riguardato tutti noi.

La maggior parte delle persone provano un senso di smarrimento e impotenza di fronte a questo problema, che considerano di natura esclusivamente individuale. Ovvero: la difficoltà è in me – si pensa – sono io che non sono capace. Quante volte ci siamo convinti che il nostro cervello non sarebbe mai stato in grado di capire quella formula matematica, o quel complesso concetto di filosofia…?

La questione dell’attitudine personale è in parte vera, ma il blocco, o peggio il rifiuto e la rinuncia, nei confronti dello studio possono avere delle forti componenti situazionali, connesse cioè al vissuto individuale, a un determinato momento della vita; ma soprattutto, esso è intimamente e imprescindibilmente legato alla sfera delle nostre relazioni.
Avete mai provato a pensare che quella terribile formula matematica o quel complesso concetto filosofico vi risultavano così oscuri perché non ve li hanno saputi raccontare bene?
Potrebbe sorprendervi quanto la qualità relazionale con chi ci ci insegna possa contribuire a sbloccare i nostri attaccamenti all’idea di “non essere capaci” o che quel determinato argomento sia di per sé “noioso, difficile… impossibile da capire!”

Esiste dunque, nell’affrontare le difficoltà legate allo studio, una componente individuale, insieme alla quale vanno però valutate delle condizioni esterne, soprattutto di natura relazionale.

È necessario innanzitutto individuare il problema e ammettere l’esistenza di una difficoltà, ponendola nell’ambito specifico e responsabilizzandosi ad agire in tal senso, evitando però di estenderla alla propria intera personalità: avere una difficoltà in un determinato ambito non fa di noi delle persone incapaci in senso totalizzante. Le difficoltà sono inevitabili, ma ciascuno di noi ha in sé delle potenzialità intrinseche di realizzazione che possono aiutarci ad affrontarle al meglio.

condizionamenti esterni possono avere un’enorme influenza sui processi di sviluppo individuali, forse più di quanto possano averne le tendenze personali.
Le “forze” che possono creare interruzioni nel percorso realizzativo di ciascuno di noi possono essere esterne o interne, ed ognuna di esse richiederà una qualità e degli approcci differenti per poter essere risolta.
Ciò che conta è sviluppare un approccio conoscitivo nei confronti dei problemi che affrontiamo, senza rifuggirli. Conoscere le situazioni, e le nostre emozioni nei confronti di ciò che viviamo, ci renderà in grado di affrontarle al meglio.

Ciò può risultare inizialmente molto complesso, poiché l’essere umano tende ad evitare ciò che lo ostacola o che è in contrasto con l’immediata realizzazione dei propri piaceri e desideri.
Se ci capita di sperimentare un senso di inadeguatezza non dovremmo negarlo a priori; in tal caso esso continuerebbe ad agire indisturbato al di sotto della soglia della coscienza e non saremmo in grado di definire in che misura possa essere circostanziato (ovvero legato a un ambito specifico, ad esempio lo studio), rischiando di addossare il senso di inadeguatezza a tutta la nostra persona.

Prendere consapevolezza delle difficoltà legate a una problematica specifica, come appunto lo studio, lavorandoci sopra per ottenere un miglioramento, può giovare alla situazione generale di benessere psicologico della persona, che grazie a un progresso in un ambito particolare potrà acquisire una più generale fiducia in se stessa.
Chiedere aiuto, quando necessario, non corrisponde a non “farcela da soli”, ma può rappresentare la scelta giusta nella direzione del potenziamento delle proprie capacità.

Come abbiamo già detto, l’aspetto relazionale e i feedback esterni sono una componente molto importante – quasi decisiva – nel processo di apprendimento e più in generale nella costruzione della nostra identità personale.

Ricordate: chiedere aiuto non è mai una debolezza, ma un segno di apertura e forza d’animo!
Far riferimento a chi può insegnarti a valorizzare le tue potenzialità, e a chi può trasmetterti nuovi strumenti, è il modo più efficace per affrontare al meglio il tuo processo di apprendimento.

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STUDIO NEGATIVO