Nei progetti: Studio neutro

Nessuna giornata in cui si è imparato qualcosa è andata persa.

(David Eddings)

Per tutti coloro che hanno affrontato un percorso scolastico (quindi tutti noi!), l’idea di affrontare lo studio degli innumerevoli argomenti stabiliti dai programmi ministeriali in maniera efficace, costante e addirittura con piacere, potrà sembrare un’idea quasi utopica.

Ciascuno di noi ha ovviamente delle preferenze e delle predisposizioni personali nei confronti di determinate materie e delle difficoltà nell’affrontare argomenti per i quali “non si sente portato”. C’è chi predilige le materie umanistiche e trova “impossibili” gli argomenti di carattere scientifico; c’è chi invece è più portato per le arti, chi per il ragionamento tecnico-scientifico, chi per il pensiero filosofico…

Un cosa è certa: prima o poi, saremo obbligati ad occuparci di qualcosa che ci interessa poco, o che non ci piace affatto.

Abbiamo tutti ben presente il genere di difficoltà che ogni studente, di qualsiasi età, deve affrontare nel suo percorso di formazione, dalle elementari sino agli studi universitari e oltre.

La mancanza di interesse e di motivazione, unite alle eventuali difficoltà personali nei confronti di un determinato argomento di studio, possono generare un circolo vizioso nel quale lo studente finirà per perdersi, “arrendendosi” all’idea di non essere in grado di affrontare con successo lo studio e il giudizio di insegnanti e genitori, sino ad arrivare, nel peggiore dei casi, a far combaciare le proprie difficoltà di carattere specifico – e dunque risolvibili – con l’idea di “non essere” capace ad apprendere, di essere poco intelligente, svogliato, e che questa condizione sia impossibile da modificare, perché lui o lei semplicemente “è fatto così”… e non ci si può fare niente.

È importante innanzitutto iniziare a scardinare questa idea: nessuno è senza speranza! (come vi diceva quel professore antipatico… ve lo ricordate?).

Diversi esperti parlano dell’importanza del modo in cui l’insegnante riesce a “raccontare” la materia, al di là dei contenuti, coinvolgendo e interessando gli studenti. Purtroppo ciò non si verifica sempre (trovare dei bravi insegnanti è sempre più difficile!), e dunque lo studente viene spesso lasciato “a se stesso”.

Che fare dunque? Quella materia, che proprio non ci piace è lì che ci aspetta, e prima o poi dovremo affrontarla.

Quello che ci serve è un metodo.

Questa parola, “metodo”, in greco antico ha il significato di “investigare, indagare una via, un cammino”. Acquisire un metodo significa dunque trovare una “via” per procedere nel modo migliore possibile, evitando in tal modo di “perdersi” – come ci sarà capitato di dire tutte quelle volte in cui proprio non riuscivamo a capire la spiegazione del prof! – nel difficile percorso dell’apprendimento.

Esistono molti metodi, molte “vie” per affrontare lo studio con efficacia, e perché no, anche con piacere.

Ognuno dovrà trovare il metodo su misura per sé e per le proprie particolari predisposizioni (e difficoltà).

Vediamone alcuni:

Lo studio inzia… prima dello studio! È importante seguire con attenzione e costanza le lezioni, prendere appunti durante le spiegazioni, imparare a fare domande – senza timori o vergogna – in modo da risolvere in anticipo tutti i possibili dubbi.

Organizza il tuo tempo: Il tempo che dedichi alle pause è importante almeno quanto il tempo che dedichi a stare concentrato sui libri. Pianifica gli argomenti e le ore giornaliere da dedicare a ognuno di essi, stabilendo anche degli “intervalli” di uno o due giorni. Il cervello ha bisogno di riposare e di “sedimentare” ciò che è stato appreso!

Utilizza tecniche pratiche: Se hai una memoria visiva e un pensiero “schematico” puoi utilizzare mappe mentali, oppure riassunti. Molto efficaci sono le ripetizioni ad alta voce. Prova a spiegare ciò che hai appena studiato a qualcuno, come se fossi tu l’insegnante! Questa è una tecnica che ti “costringerà” ad essere il più chiaro e preciso possibile.

Crea un ambiente piacevole e funzionale, dove ti senti più a tuo agio, variando spesso – se puoi – il luogo dove studi. Questo stimola il cervello e favorisce le associazioni mentali, spesso, infatti, la nostra mente tende a ricordare meglio qualcosa se essa è associata a luoghi, eventi o emozioni particolari.

Se ti interessa approfondire le tematiche relative a Studio o avere maggiori informazioni sui nostri servizi contattaci all’indirizzo info@stefanoalbano.it 

STUDIO NEUTRO