Nei progetti: Studio positivo

In condizioni ottimali, in assenza dunque di difficoltà psicologiche o di altri impedimenti particolari, si può prendere in considerazione la possibilità di affrontare un percorso di studio in un’ottica non solo di apprendimento, ma anche di raffinamento delle proprie abilità cognitive.

L’utilizzo, ad esempio, di tecniche per sviluppare la memoria e le capacità di concentrazione, può rivelarsi un’ottima occasione per potenziare se stessi su livelli trasversali, non necessariamente connessi in maniera diretta con l’ambito dello studio.
Se ti trovi in questa sezione sei probabilmente alla ricerca di un ulteriore slancio migliorativo, di un metodo per potenziare la tua capacità di apprendimento.

Spesso siamo portati a pensare che il desiderio di miglioramento debba scaturire esclusivamente da una situazione di disagio. Ma la fuga dal dolore non è l’unica tendenza insita nell’essere umano. Il desiderio di auto-miglioramento è un’altra forza potente che risiede in ciascun individuo; ma perché essa diventi realmente attiva è necessario che il piacere che accompagna ciò a cui ci dedichiamo venga integrato con un atteggiamento proattivo e una visione progettuale.

Cosa significa questo? Significa che il nostro “slancio” dovrà nutrirsi di suggestioni potenzianti, ovvero di pensieri virtuosi e auto-efficaci, ma anche di un impegno concreto e costante, avendo ben chiaro ciò che si vuole realizzare nel futuro.

Il desiderio di migliorare se stessi non dovrebbe essere considerato esclusivamente una reazione a una situazione di malessere, ma anche un impegno attivo nel prendersi cura dei propri piaceri, desideri e progetti, attuali e futuri.

Parlando dell’ambito specifico dello studio, esistono diverse tecniche per consolidare e migliorare il proprio metodo, permettendo al tempo stesso a chi le utilizza di implementare – in senso ampio – le proprie capacità di concentrazione, di memoria, di espressione (verbale e non verbale) e di organizzazione del proprio tempo.

A proposito di tempo… uno degli imperativi per chi intende migliorare nello studio dovrebbe essere: “studia meno”!
Non si tratta di un invito alla pigrizia, bensì di un incoraggiamento a gestire meglio il tempo da dedicare allo studio. Diverse ricerche hanno infatti dimostrato che il tempo massimo di attenzione attiva non supera i 20-30 minuti. Dopo questo tempo è necessario prendersi una “pausa mentale”, per poter essere nuovamente efficienti per il ciclo successivo. Sarebbe dunque bene riuscire a sfruttare al meglio il lasso di tempo in cui il nostro cervello riesce a essere maggiormente produttivo.

Potrebbe essere inoltre utile organizzare e scandire la propria attività di studio in diverse fasi, applicando a ciascuna di esse delle tecniche specifiche, per migliorare la propria efficacia nell’ambito di ogni singola attività:

1) Fase di lettura, nella quale ci si può avvalere di tecniche di lettura veloce (come lo speed reading, o photo reading).

2) Fase di comprensione dei contenuti, attraverso l’individuazione delle cosiddette parole-chiave. Ricordiamoci che se scegliamo di sottolineare intere frasi (o interi paragrafi!) del nostro libro, questo non ci aiuterà a ricordarci meglio i concetti esposti. Sottolineare dovrebbe servirci esclusivamente a identificare quali sono i concetti-chiave da valorizzare.

3) Fase di organizzazione dei contenuti, ad esempio attraverso il sistema delle mappe concettuali, nel quale i concetti e le parole chiave fondamentali, individuati in precedenza, possono essere organizzati tramite una struttura ramificata, che evidenzia i nessi tra i vari concetti e/o argomenti. Le tecniche di organizzazione dei contenuti rappresentano anche un valido supporto per la memorizzazione, poiché aiutano a potenziare i nessi mentali e a costruire collegamenti tra i diversi argomenti e tra i singoli concetti.

4) Fase di esposizione. Non possiamo dire che il nostro metodo di studio sia realmente efficace finchè non lo testiamo sul “campo”! Uno dei momenti più problematici è infatti spesso quello dell’esame, (o dell’interrogazione), quel momento, cioè, in cui ci viene richiesto di mettere alla prova ciò che abbiamo acquisito in fase di studio. Esistono, al tal proposito, diverse tecniche che lavorano sull’aspetto verbale e para-verbale, per mantenere alto l’interesse dell’interlocutore, evitare le incertezze o la monotonia nell’esposizione, lavorare sull’espressione corporea e sul tono di voce, per dare al proprio uditore la sensazione di autorevolezza nei confronti dell’argomento esposto.

È importante essere consapevoli che il lavoro individuale, per quanto motivato e ricco di impegno, può non bastare da solo. Le potenzialità derivanti dall’utilizzo di queste tecniche possono infatti essere sviluppate al meglio attraverso l’affiancamento da parte di una figura professionale, in grado di favorire lo sviluppo delle capacità di apprendimento, di organizzazione e di comunicazione efficace.

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