Nei rapporti: Cultura negativo

Nell’epoca in cui viviamo non è raro sentir parlare di “scontro tra culture”. Ma cosa sono esattamente queste culture che si scontrano?

Che cos’è, in primo luogo, che si “scontra”? Si tratta di gruppi di individui, uniformati dall’aderenza a un sistema di valori, visto come una vera e propria identità culturale che esiste di per sé e che rimane definita e immutabile nel tempo?

L’identità andrebbe prima di tutto considerata in maniera non univoca, ma strutturata su vari livelli. Esistono infatti molteplici identità, come ad esempio l’identità soggettivo-individuale, l’identità sociale, familiare, sessuale, di genere e così via.

Nel mondo di oggi, caratterizzato da una forte indeterminatezza dei “confini identitari”, l’identità culturale in particolare è qualcosa che viene sempre più costantemente messa alla prova da questa indeterminatezza, poiché essa oscilla continuamente tra il modello in cui la collettività si riconosce (o vuole riconoscersi) e l’affermazione della propria individualità.

È in questa “oscillazione” che nasce il conflitto tra ciò che vorrei essere e ciò che la cultura vorrebbe che io fossi. È un conflitto che si gioca sulla dicotomia “uguale/diverso”.  “Quanto sono diverso dagli altri?”, ecco la domanda che ognuno di noi si è fatto almeno una volta nella vita, e che rappresenta spesso la prima causa di ogni genere di ansie e problematiche individuali legate al confronto con gli altri.

Se il termine “culturale” può essere analizzato sotto il profilo antropologico e sociologico, il concetto di “identità” può invece essere letto in chiave psicologica. “Identità” rimanda infatti alla percezione che ciascuno di noi ha di se stesso, in relazione a ciò che è altro da sé. Ed ecco che entra in gioco nuovamente il concetto del “diverso”.

Ed è proprio nell’idea che ciascuno di noi ha del “diverso” che si instaurano le principali problematiche di natura relazionale, che sono innanzitutto di matrice psicologica, prima ancora che culturale e sociale.

La nostra identità individuale non è infatti un monolite statico, dalle caratteristiche date e definite; essa è piuttosto un insieme di modi di reagire al mondo che ognuno di noi ha costruito nel tempo, anche attraverso ciò che ci è stato trasmesso dal nostro ambiente familiare e sociale. Essa è dunque in primo luogo influenzata da fattori esterni connessi all’ambiente dove siamo nati e cresciuti, ma è allo stesso tempo qualcosa di dinamico e in continuo divenire, poiché non esiste costruzione di identità senza relazione con gli altri, che è ciò che ci fa reagire al mondo, definendo, nel tempo, “chi” siamo, ovvero come ci comportiamo nel mondo.

L’atteggiamento di chiusura e diffidenza nei confronti di culture diverse, spesso accompagnato da un’idealizzazione della propria cultura d’origine, può causare il blocco del processo dinamico attraverso il quale si struttura quell’identità che tanto ci preme difendere, chiudendoci alla relazione con ciò che è diverso, grazie al quale saremmo invece capaci di arricchire le nostre modalità di reazione al mondo.

Se ti interessa approfondire le tematiche relative alla Cultura o avere maggiori informazioni sui nostri servizi contattaci all’indirizzo info@stefanoalbano.it 

ghetto-67736_960_720