Nei rapporti: Cultura positivo

Le rapide trasformazioni a cui stanno andando incontro le società tradizionali, sotto la spinta della globalizzazione, hanno provocato una graduale disgregazione dell’identità culturale, così come era stata intesa fino a qualche decennio fa.

Se da una parte questa “frammentazione culturale” ha determinato una crisi dell’identità etnica, religiosa, etica e filosofica, è anche vero che, proprio grazie a questo processo di “relativizzazione” culturale, l’uomo occidentale contemporaneo è divenuto sempre più in grado di liberarsi progressivamente – almeno a livello di massa – dalle tendenze xenofobe, razziste, fondamentaliste ed etnocentriche che avevano contraddistinto il secolo precedente.

D’altra parte, se le osserviamo attentamente, ogni cultura umana è il prodotto di storie, lingue e religioni diverse che si sono strutturate reciprocamente e dinamicamente, in un rapporto di incontro e allo stesso tempo dialettico.

In una società complessa come quella in cui viviamo attualmente, in cui le identità culturali tendono a sfumare l’una nell’altra, è importante comprendere le problematiche ma anche le opportunità che l’integrazione tra diverse culture può offrirci.

Esistono diversi livelli di interazione culturale. Due culture potrebbero infatti limitarsi a coesistere, e tuttavia sviluppare una scarsa interazione reciproca. I due gruppi si “tollerano” a vicenda ma rimangono fondamentalmente separati, poiché mirano a preservare le reciproche caratteristiche culturali.

Per comprendere appieno la ricchezza che la conoscenza di una cultura lontana dalla nostra può offrirci, è necessario comprendere il concetto di “intercultura”.

Questo termine non si riferisce al semplice incontro “multiculturale”, nel quale la conoscenza rimane a livello superficiale, ma a un incontro reale nel quale vengono messe in gioco le relazioni e le reciproche caratteristiche culturali.

Si tratta di una modalità di incontro alla quale sarebbe necessario educare sin dalla prima infanzia, e che è basata sul risolvere le difficoltà di comunicazione, l’accettazione della diversità, l’eliminazione dei pregiudizi, l’educazione alla convivenza e alla conoscenza dell’altro.

A pensarci bene, un simile approccio educativo va oltre la questione dell’integrazione tra diverse culture,  poiché delinea una vera e propria “educazione relazionale”, applicabile a tutti i contesti in cui è in gioco la convivenza umana.

La capacità di risolvere i principali problemi legati all’interazione tra culture è connessa proprio all’acquisizione delle cosiddette competenze interculturali. Maggiore sarà il livello di interazione, ovvero di scambio e coinvolgimento reciproco nella valorizzazione delle reciproche peculiarità, e più alte saranno le possibilità che due o più culture entrino in contatto pacificamente e si arricchiscano a vicenda.

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