Nei rapporti: Organizzazione negativo

Il clima organizzativo è un elemento che possiede un forte impatto sulle performance di un’azienda.

Si tratta di un concetto estremamente ampio, che ha a che fare sia con la cultura organizzativa, ovvero la “filosofia aziendale”, sia con la qualità delle relazioni che intercorrono tra le singole persone e il resto dell’organico aziendale (management e colleghi), senza trascurare il maggiore o minor grado di soddisfazione dei lavoratori nei confronti dello svolgimento delle proprie mansioni.

Quella del lavoro è una realtà vissuta quotidianamente, dunque è importante valutare il clima organizzativo come un indicatore della buona o cattiva salute di un’azienda, a partire dall’osservazione della qualità delle relazioni interne, che influiscono in maniera diretta sul benessere dei lavoratori, e dunque sulla loro motivazione e sul livello quantitativo – e qualitativo – della produttività.

Un lavoratore più motivato professionalmente e più integrato all’interno del team aziendale sarà un lavoratore più produttivo; al contrario, cattive relazioni interpersonali e un “gap” elevato tra aspettative professionali e realtà lavorativa quotidiana può generare demotivazione e scarso senso di appartenenza, con conseguente abbassamento delle performance che può ripercuotersi sull’intera organizzazione.

Esistono diversi metodi utilizzati per la valutazione del clima organizzativo, come ad esempio il cosiddetto questionario WES (Work Environment Scale), attraverso i quali vengono analizzati tutti quegli elementi considerati rilevanti nella percezione del clima lavorativo, come il livello di coinvolgimento, la coesione tra colleghi, il supporto da parte dei superiori, il grado di autonomia, l’orientamento al compito, la pressione sul lavoro, la chiarezza, il controllo, gli elementi di innovazione, e non ultimo il comfort fisico.

Un tale strumento valutativo consente alle figure preposte alla gestione delle risorse umane – o a consulenti esterni adeguatamente formati in materia di ristrutturazione, crisi e risanamento aziendale – di valutare una “media” del sentimento relativo al clima presente nell’organizzazione e di pianificare eventuali interventi là dove sono emerse delle criticità nelle policy aziendali, nella gestione delle risorse umane o nella sfera relazionale.

Accade spesso infatti che si verifichi il cosiddetto turnover del personale, ovvero la fuoriuscita di lavoratori qualificati, che possono decidere di lasciare l’azienda per diversi motivi, tra cui l’insoddisfazione nei confronti del clima lavorativo, il carico di lavoro eccessivo a fronte della mancanza di incentivi e di prospettive di carriera, lo stress, il rapporto conflittuale con superiori e colleghi, scarsa motivazione e senso di appartenenza.

Anche la valutazione delle cause del turnover può risultare uno strumento utile per valutare le criticità che caratterizzano il clima di lavoro, poiché tramite essa potranno essere individuate le cause che hanno contribuito alla creazione di un clima organizzativo negativo, consentendo in tal modo di agire in senso migliorativo sugli elementi più problematici presenti nella sfera relazionale ed organizzativa dell’azienda.

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