Con me stesso: Livello fisico positivo

“Benessere” è un termine che viene inteso spesso come la semplice assenza di stress e di altre condizioni psico-fisiche negative, e associato esclusivamente con il “corretto” funzionamento degli apparati e dei sistemi del corpo fisico, o al limite con la buona salute mentale dell’individuo.

Come suggerisce la parola stessa, ben-essere ha in realtà più a che fare con un vero e proprio approccio alla vita orientato a un “essere in salute” inteso in senso integrato, ovvero con il coinvolgimento di tutti i livelli della nostra esistenza, da quello fisico a quello mentale, senza escludere il piano emotivo, relazionale e persino quello spirituale; un ambito, quest’ultimo, che non andrebbe sottovalutato quando si parla di benessere psico-fisico, considerando che ciascuna visione religiosa e spirituale ha spesso strettamente a che fare con determinate idee sul corpo e sul modo di vivere la propria corporeità.

Si tratta dunque di passare dall’idea di “stare bene” all’idea di “essere-bene”, cioè di star bene con tutto il proprio essere; concetto che implica l’abbandono di una visione fatalista, secondo cui il nostro stato di salute dipende esclusivamente da fattori esterni, e l’accettazione di un ruolo pro-attivo nella gestione della propria salute, o meglio, delle scelte individuali e degli stili di vita che possono incidere positivamente su di essa.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è passata dalla definizione tradizionale di salute intesa come “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”, a una definizione che prevede il ruolo attivo della persona, che è chiamata a “promuovere” attivamente stili di vita sani e salutari.
Vediamo dunque come il ben-essere risulti un concetto più complesso di quanto appaia, considerata la varietà degli ambiti che risultano coinvolti e che, come abbiamo detto, non si limitano alla sola fisiologia corporea (già di per sé estremamente articolata) ma comprendono anche lo stato di salute mentale, le scelte legate all’alimentazione, il ruolo del sistema immunitario e del sistema endocrino, la nostra sfera culturale e sociale (che comprende anche aspetti come l’aderenza ad alcuni precetti religiosi) e non ultimo la nostra dimensione relazionale ed emotiva.

L’idea centrale rimane comunque quella del ruolo attivo della persona, che dovrebbe sentirsi sempre più coinvolta in maniera diretta e autodeterminata nel processo di miglioramento e mantenimento della propria condizione di benessere.
Ciò implica l’acquisizione di un maggiore senso di responsabilità e consapevolezza individuali, attraverso cui ciascuno di noi potrà progressivamente sentirsi coinvolto in prima persona nel processo di costruzione del proprio benessere personale, impegnandosi costantemente a conservare gli aspetti più sani della propria vita e a intervenire per migliorare in quei contesti in cui si avverte una “mancanza” o un disallineamento rispetto a tutti gli altri ambiti di cui è composta la nostra vita.

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