Qual è il compito più importante della nostra vita?

Pubblicato il 26-08-2022 vita

Ti è mai capitato di chiederti quale fosse il compito più importante della vita? 
Da cosa non possiamo prescindere? 
Cos’è di vitale importanza nel nostro percorso? 
Gran bella domanda vero? 
Non proseguire subito nella lettura dell’articolo, non assecondare la curiosità nata dalla lettura della domanda… Concediti del tempo per rifletterci bene, altrimenti perderesti una bella opportunità. 
Quale? 
Quella di conoscere cosa stai considerando di fondamentale importanza nella tua vita.
La risposta a questa domanda può farti conoscere tanto di te stessa/o.
Hai risposto l’amore? 
La felicità? 
O forse la realizzazione personale? 
Un consiglio: appuntati le risposte che hai dato scrivendo a fianco la data di oggi, nel tempo sarà interessante notarne i progressi o i cambiamenti avvenuti. 
In molti si sono avventurati nel cercare di dare una risposta. Ad esempio, secondo un autorevole psicologo, Erik H. Erikson, il compito più importante della vita è la ricerca della propria identità. Il noto psicologo e psicoanalista tedesco, che ebbe un ruolo fondamentale nella rielaborazione dei processi di sviluppo individuale, affermò che nella vita è fondamentale conoscere sé stessi, comprendere chi siamo e come si sta strutturando la nostra identità. 
Ma che cos’è quest’identità?

Ce ne hanno mai parlato accuratamente? 
Molto spesso l’educazione si occupa di istruirci sulle conoscenze, sulle competenze utili ai ruoli che ricopriamo nel contesto sociale d’appartenenza ma ahimè credo sia ancora raro essere educati a come conoscere sé stessi, a come riconoscere la propria identità personale. 
Per compiere qualche passo in questo grande tema partiamo dall’analisi dell’etimo della parola, “identità” deriva dal latino, “identitas” a sua volta derivato da “idem”, letteralmente “stessa cosa” ovvero l’eguaglianza di un oggetto rispetto a sé stesso. 
Partendo dalla radice del termine questa questione dell’identità sembrerebbe un processo autoreferenziale, in cui praticamente sono ciò che mi definisco di essere, ma siamo proprio sicuri che sia così?

specchio

Non lo è affatto. L’identità è un po' come l’autostima, passa prima attraverso il riconoscimento dell’altro per poi divenire caratteristica personale. Tutto questo vale anche per l’identità, non esiste senza il riconoscimento dell’altro. 
Sembra strano vero? Qualcosa che riguarda noi stessi proviene dall’altro… Possibile? 
Certamente! Nasciamo e cresciamo all’interno di rapporti significativi e sia la strutturazione che la continuità identitaria si consolidano nel riconoscimento dell’altro. 
In realtà il confine tra processi interpsichici e processi intrapsichici è arbitrario, appartiene alla sfera concettuale, nella realtà è difficile riconoscere un reale confine, l’identità, come la psiche, è un respiro tra dentro e fuori di noi. 
La nostra identità si struttura nel rapporto con l’altro, utilizzando il linguaggio di Erikson, attraverso delle tappe psicosociali, ovvero fasi che hanno a che vedere con l’interiorità della persona (aspetto psichico) e con la socialità della persona (aspetto sociale).

laltro

Per comprendere perché le tappe siano psico-sociali facciamo un esempio, prendendo in considerazione l’età della persona. Ogni età scandisce sia un certo grado di sviluppo psichico che un certo numero di aspettative da parte del contesto sociale relative all’età specifica. Ad esempio, se ho 8 anni il contesto familiare, scolastico e sociale si aspetterà per la fase in cui sono che mi dia da fare per svolgere bene i compiti assegnati e in funzione delle mie abilità riuscirò a svolgere più o meno bene le attività da svolgere. 
Ma il tema dello sviluppo dell’identità, essendo complesso lo approfondiremo in altre occasioni, in questo articolo ci tengo a descrivere quattro aspetti fondamentali che ti permetteranno di identificare le colonne portanti della tua identità attuale
Il primo asse, la prima colonna è quella relativa alle credenze personali: la tua identità attuale è fondata sulle convinzioni che hai maturato rispetto a te stessa/o, agli altri, alla società, alla cultura, alla natura e persino al tuo modo di rapportarti alla trascendenza. Sei, anche, le convinzioni che ti rappresentano. 
Questo primo asse è in stretta relazione con il secondo, la colonna dei valori ovvero cosa ritieni che abbia valore nella tua vita. I valori in cui credi parlano di te, condizionano il tuo stile di vita, sono un altro aspetto portante della tua identità personale. 
Il terzo? Prova ad indovinare… Credenze… Valori… A cosa portano nel dinamismo della vita? A desideri e obiettivi: cosa desideri? Cosa vuoi realizzare? Verso cosa tendi?
Spesso desideri e progetti sono orientati da credenze e valori, diciamo che questo terzo aspetto riguarda il tuo rapporto tra presente e futuro. 
E se la terza colonna riguarda la relazione tra presente e futuro riconosciamo nel tuo rapporto tra presente e passato il quarto asse portante dell’identità: la tua storia
Come hai vissuto fino ad oggi, quali sono state le esperienze più significative? Quali scelte hai compiuto? Dove ti hanno portato? Sei soddisfatta/o dell’esito delle tue scelte? 
Tenendo conto che l’identità personale non è mai statica, ma è un processo in divenire, il mio invito per iniziare ad approfondire questo tema così importante per te è partire da un’analisi di questi quattro pilastri, per poterli osservare, contemplare, per rifletterci su e perché no, iniziare a valutare cosa trasformare… 
Per finire ci tengo a ricordare che il processo di maturazione personale non è soltanto un cercare ma anche un costruire, la crescita personale non è solo conoscere e comprendere ma anche desiderare e costruire il nostro essere, con e per le persone che amiamo, o che ameremo.